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Festa Della Donna: Curiosità E Parità 

L’otto di Marzo come tutti sappiamo è la festa della donna. Questa festività ha origini non molto lontane ed è molto sentita sia dalla sfera femminile che da quella maschile.

Spesso ci concentriamo sull’origine e sulla storia di questa festa, tralasciando però particolarità e riflessioni a riguardo.

Quali consapevolezze ha portato nella società contemporanea la lotta delle donne che si sono battute nei primi del ‘900? Ci sono stati cambiamenti? Perchè si regala il classico rametto di mimosa?

Festa Della Donna: Cosa È Accaduto Storicamente?

Tutto partì con lo Sciopero delle 20.000, organizzato il 22 Novembre del 1908 che durò per quasi un mese. In questa occasione, più di 20.000 operaie del settore tessile protestarono a New York contro le loro pessime condizioni lavorative.

Queste ultime spesso erano terribili, un esempio che la storia ci riporta è sicuramente quello connesso alla fabbrica “Triangle Shirtwaist Company” di New York andata in fiamme nel 1911. La Triangle produceva le camicette alla moda del tempo e vi erano impiegate 500 lavoratrici. Alcune di loro avevano 12 o 13 anni e turni di lavoro da 14 ore per una settimana lavorativa che andava dalle 60 ore alle 72 ore, inoltre la paga delle lavoratrici era nettamente inferiore a quella degli operai uomini. Purtroppo l’incendio fu causato da diverse condizioni lavorative poco sicure e vi morirono 123 donne e 23 uomini. Non erano presenti sufficienti secchi per spegnere le fiamme, causate, probabilmente, dai mozziconi di sigarette fumate dai tagliatori, andate a contatto con i tessuti infiammabili. 

Queste lotte portarono successivamente ad una maggior consapevolezza della condizione sociale femminile, le donne iniziarono a desiderare una parità tra i sessi ed una carriera al di là di quella famigliare. Spesso fin dalla nascita, la famiglia era l’unica sfera che conoscevano tralasciando, però, la possibilità di avere un’istruzione solida o un posto di lavoro che le gratificasse davvero.

Donne Pioniere Del 1900

Un caso lampante di donna che fece della sua fabbrica un esempio, soprattutto per il periodo storico nel quale ha visto la sua nascita e sviluppo, fu Luisa Spagnoli di cui l’omonima casa di moda.

Luisa brevettò un tessuto unico all’epoca, il filato d’angora, che divenne di uso comune tra maglioni e scialli. Il prodotto aveva anche una forte valenza etica, per ottenerlo infatti, i conigli non subivano alcuna violenza, ma venivano semplicemente spazzolati con delicatezza.

Nel corso della sua vita, Luisa si batté molto per la condizione delle sue lavoratrici garantendo ad esempio permessi per la famiglia. Inoltre, durante le festività (come il Natale) regalava maglie, calze e lana per un valore di 4.000 lire, una fortuna per quei tempi. 

Fu una vera e propria rivoluzione, Luisa fu una delle prime imprenditrici che cercò di offrire le migliori condizioni lavorative possibili all’interno della propria azienda. 

Presupposti lavorativi che avrebbero dovuto essere l’apriporta per l’uguaglianza della condizione femminile.  

Oggi Cos’è Cambiato? Quali Paesi Garantiscono La Parità Dei Sessi?

Ancora oggi, essendo passato più di un secolo dalle prime lotte femministe, non tutti gli stati garantiscono però la parità tra uomo e donna

Secondo uno studio approfondito della Banca Mondiale (World Bank), alcuni dei Paesi più virtuosi in merito sono: Belgio, Canada, Francia, Lituania, Portogallo e Svezia. Qui è presente una vera e propria parità tra uomini e donne, soprattutto dal punto di vista giuridico.

Al pari della condizione italiana troviamo Spagna, Germania, Grecia, Regno Unito e Paesi Bassi, dove la disuguaglianza viene riscontrata soprattutto nella sfera matrimoniale. In questi Stati, una donna non può risposarsi dopo meno di trecento giorni dall’annullamento della precedente unione. Vincolando così la sua libertà emotiva e sentimentale.

Esistono purtroppo alcuni paesi dove la figura femminile è vista ancora in una grave condizione di subordinazione al compagno. Nello Yemen, un uomo può divorziare unilateralmente dalla moglie, che ha l’obbligo di obbedire al marito durante il matrimonio, anche per decisioni importanti per la propria vita.

Anche in paesi più moderni e all’avanguardia come gli USA esistono ancora delle disuguaglianze. Un grande scivolone per gli Stati Uniti nei confronti della sfera femminile è rappresentato dal fatto che una donna non possa percepire uno stipendio pari a quello di un uomo. Addirittura i permessi per la famiglia non vengono conteggiati nei giorni per la pensione.

Tenacia e resilienza, sono i veri punti di forza di donne che combattono da secoli per conquistare i propri diritti, anche quando non gli è possibile per forze superiori. 

In molti hanno notato tali caratteristiche nella mimosa. Questa pianta, fiorisce in tutta la sua bellezza nei mesi più freddi dell’anno, sfidando le condizioni climatiche avverse, proprio come una donna che battaglia dopo battaglia sfida gli ostacoli di una società ancora basata sul maschilismo.

Mimosa, Riferimento Simbolico O Pura Coincidenza?

La tradizionale mimosa, fiore di color giallo acceso e dalla struttura delicata ed eterea ha quindi un collegamento con la figura femminile? 

Alcuni hanno trovato simbologie emozionali, gli Indiani d’America ad esempio credono che il fiore simboleggi forza e femminilità. Essi trovano un nesso tra le forme femminili morbide e sinuose e la delicatezza del fiore.

In termini pratici invece, questo fiore veniva donato perché adatto a tutte le tasche e accessibile quindi a qualsiasi classe sociale. Fiorendo alla fine dell’inverno, garantiva una facile reperibilità ed un prezzo concorrenziale.

Nonostante siano passati secoli dalle prime lotte femministe e nonostante molte donne abbiano addirittura dato la vita per poter essere libere e uguali ai propri consorti, non si è ancora raggiunta una condizione di parità che consenta alla donna gli stessi diritti degli uomini. 

La donna andrebbe rispettata e “celebrata” sempre, 365 giorni l’anno, non solo nell’occasione in cui le è dedicata una festa, senza dimenticare ciò che è stato, i suffragi, gli scioperi della fame, le alimentazioni forzate in carcere delle manifestanti e tutto ciò che la storia ci ha dato modo di conoscere. 

Che questo giorno possa essere l’inizio di un futuro fatto di consapevolezza di ciò che è stato ma pieno di leggerezza nel poter vivere come ogni donna desidera, sperando che non sia più un giorno fine a se stesso. 

Auguriamo una buona festa della donna sicuramente a tutte le donne ma anche a tutti quegli uomini che supportano e sostengono attivamente le battaglie femministe, diventando così parte attiva del cambiamento.

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Elena

Elena

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