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Moda: Non importa quello che indossi

NON IMPORTA QUELLO CHE INDOSSI

Spesso siamo abituati a distinguere alcuni prodotti di moda fra femminili o maschili. In quanti abbiamo pensato che i  capi caratterizzati da balze o lustrini fossero destinati alla sfera femminile? O in quanti ancora vedono i pantaloni gessati o i gemelli solo per il pubblico maschile? Moltissime persone si sentono vincolate o escluse da questa differenziazione, trovandosi a proprio agio in un determinato indumento e poi sentendosi limitate a dover indossare per esempio i tipici accessori maschili, disponibili nei soliti colori, magari anche scuri, che non rispecchiano la propria personalità (NO GENDER). 

Questa distinzione è in realtà frutto della società moderna. Basti pensare all’antico Egitto, dove si diede il via al culto estetico (trucco o cura della pelle), indistintamente dal genere di appartenenza, quello che oggi conosciamo come movimento no gender. Nel mondo della moda, YSL nel 1966 creò il primo tailleur femminile, realizzato seguendo il disegno dello smoking maschile. Questo processo è continuato negli anni a seguire fino alla definizione di una moda ibrida, androgina. Alcuni esempi possono essere quelli di Yamamoto o Demna Gvasalia che hanno ideato abiti senza forme o comunque dai tagli irregolari, così che fossero adatti sia alla sfera femminile che a quella maschile. Questo processo di fluidità della moda sta continuando tutt’oggi, tant’è che nel settore moda si sta pensando di abolire la distinzione delle celebri Fashion Week finora differenziate tra uomo e donna.

LE NOSTRE MOTIVAZIONI

Spesso sentiamo frasi di discriminazione sociale come:

“Quel vestito è da ragazzo”

“Con quella felpa non hai forme”

“Gli uomini non piangono”

“Non farti le sopracciglia, non sei una ragazza”

“Cambia quella foto, così le cose te le vai a cercare”

“Le donne non si siedono in quel modo”

Questi episodi possono prendere piede, forse per la scarsa consapevolezza di chi pronuncia quelle parole. Si tratta di affermazioni percepite come macigni scagliati sul destinatario che, purtroppo, rimarranno marcate nei suoi ricordi per molto tempo, influenzando comportamenti e rapporti futuri. Spesso sono vere e proprie violenze, a livello mentale, verbale e purtroppo anche fisico messe in atto da gruppi che prendono di mira il soggetto in questione. 

La comunità LGBTQI+ (acronimo Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersessuali, Asessuali e “+”, che indica tutte quelle identità che non rientrano nelle lettere già menzionate) si sta spendendo molto sul tema, pur non essendo strettamente collegato. L’identità di genere e l’identità sessuale non sono la stessa cosa, ma la comunità sopra indicata sente molto vicino questo argomento in termini di discriminazione sociale, che loro stessi hanno provato sulla loro pelle.

Da diversi studi è emerso che il 44% delle persone LGBTQI+ sente di non poter tornare a casa per paura di essere rifiutato o giudicato, o anche di avere difficoltà nella ricerca lavorativa per paura dell’ipotetico giudizio del datore di lavoro.

IL NOSTRO OBIETTIVO

Il brand di bigiotteria e accessori moda AlexArte, nonostante lo slogan “Essenza di donna”, lavora per un’immagine inclusiva, per far sì che ognuno possa identificarsi senza vincoli o barriere, supportando il movimento no gender.

Indossa ciò che preferisci senza alcuna preoccupazione, il disagio non è di chi esprime sé stesso ma di chi guarda e giudica in modo affrettato!

Se trovi difficoltà a esporti in situazioni spinose, puoi iniziare a farlo con le persone con cui ti senti più spensierato. Iniziando così gradualmente, senza sentirti forzatamente esposto e meno al sicuro innanzi alla società, o con gli individui che la compongono.

Molti si sono spesi per il tema: artisti, attori e rockstar dalla fama internazionale come Il frontman della band romana Måneskin: Damiano David. Egli infatti afferma di indossare orecchini che la bassista, Victoria De Angelis, non utilizza più. Questo senza porsi alcun problema, andando contro gli stereotipi o le idee comuni che la società suggerisce (e talvolta impone), come standard.

È in atto una rivoluzione che non include solo i diretti interessati, ma tutti coloro che si avvicinano a questa tematica. Ormai si tratta di un pensiero globale: in tanti infatti stanno affrontando questo cambiamento sia nella vita di tutti i giorni, sia nel mondo della moda

Anche noi, in AlexArte, vogliamo sostenere ed essere partecipi. Lo facciamo con una campagna di sensibilizzazione sul tema “NO GENDER” che pone come obiettivo l’inclusione. È la visione di un nuovo modo d’essere di ognuno di noi, facendosi promotore di un cambiamento che non si è mai visto prima.

Ponendo al centro il soggetto, liberandolo dagli stereotipi e dandogli la libertà d’espressione che lui stesso desidera avere.

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Elena

Elena

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